Olivia

“… Spogliamolo!”

Questa è la prima cosa a cui ho pensato quando mi sono ritrovato di fronte un normalissimo e comunissimo Energy 50 della Piaggio.
Anzi, ho pensato “forse … mi suona meglio al femminile . . . e quindi si, Spogliamola!”

Da qui è nata Olivia.

DAY 1: cosa volevo? Da dove iniziare? dalla fine.
Il restauro originale non mi convinceva, anzi ad essere sinceri una volta finito, continuavo a provare la stessa sensazione di odio che ho nei confronti degli scooter in generale.
E quindi ho ricominciato da capo.

Via i pezzi originali, via tutto.
Olivia era di nuovo …nuda.

Sentivo di voler creare qualcosa di unico, estroso e creativo che mi potesse far scaturire un’emozione diversa, insomma … qualcosa che fosse tutto fuorché ordinaria e banale.
Questo doveva trasmettere Olivia, pur nella sua semplicità.

Ho iniziato quindi a procurarmi cose semplici, grezze e volendo alla portata di tutti: come una tavola di legno, una caldaia e un po’ di color verde mela,trovato da un vecchio restauro vespa.

DAY 2: montaggio
All’interno del telaio originale lo spazio non era molto. Mi serviva qualcosa di cilindrico: da qui l’idea di inserire una piccola bombola della caldaia, trovata per caso in un vecchio garage,(n.d.r. occasione in cui tra l’altro è nato il mio rapporto con Paulina, la nostra designer!!)
La bombola insomma era li, senza significato, ma qualcosa mi diceva che le sue forme mi sarebbero servite in qualcosa di figo.

Ed infatti per Olivia fu perfetta!

Da lì sono poi passato a riposizionare tutte le sovrastrutture:

  •  il pezzo di legno, lavorato e levigato, ha preso il posto della sella;
  • il classico serbatoio d’acqua è stato sostituito da una spirale di tubo trasparente,

Proprio da scienziato pazzo.
che poi… si sa..In fondo anche le donne sono tutte … imprevedibili ecco.

ciliegina sulla torta: carene e pedane fuori misura, pneumatici tacchettati e un simpatico fanale in legno e carbonio.

Per quanto riguarda il design finale?

chi meglio di Paula poteva aiutarmi?

Così ho definito e ultimato il mio progetto al femminile,

Che poi, il colore verde – mela brillante, era ciò che serviva per garantire un po’ di carattere ed espressività alla mia Piccola Olivia.
Curiosità?
No, non ho avuto nessuna ragazza che si chiamasse così. Solo che quel corpo di fronte a me era magro e slanciato proprio come quello della ragazza di Braccio di Ferro. Giuro, solo questo.

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