EL TORITO

La ” TORITO”, una scommessa con uno dei nostri grandi idoli, Ivan Cervantes: 5 volte campione del mondo di enduro, un campione nella vita. Lumezzane, 5a prova del campionato mondiale enduro, parlando con Ivan la nostra attenzione si sposta su uno strano mezzo fatto in casa da un meccanico locale. È lì che il “TORITO” esterna la sua passione per questi strani mezzi, è lì che Ivan conosce Entrophymotorbike. Il suo sogno è una semplice moto custom scrambler per andare al mare con la moglie. Da lì nasce la proposta di disegnarne e crearne una da portare in Spagna. Suzuki GSX 400 la base, serbatoio di un Testi 50 e avantreno di una Cagiva Mito 125 le special parts che abbiamo applicato. Il resto lo abbiamo costruito con le nostre mani! Un onore per noi aver creato una moto per un nome di tale importanza!! A voi il giudizio ora.

 

La “Marla”

Entrophy era all’alba della sua storia, dopo notti insonni di chiavi inglesi, martelli e morca era finalmente on-line con le sue creazioni, quando ci contattò un amico del nostro community manager, Marco Peter. Già dal nome si preannunciava l’inizio di un qualcosa di originale e interessante. Eravamo entrambi pieni di idee ed entusiasmo quando scegliemmo una vecchia e cara Moto Guzzi V35 ”Imola”, moto dal carattere immenso. Decisi di provarla prima di spogliarla del suo vecchio abito e mi trovai dinnanzi ad un’altra epoca e tutto ciò era incredibilmente interessante e divertente. Tornammo in garage ed iniziammo la metaformorfosi di colei che sarebbe poi divenuta Marla.

Il nostro primo obiettivo era renderla più accattivante e grintosa senza perdere di agilità così modificammo l’avantreno con una forcella completa di un Honda CBR1000. Il risultato ci lasciò senza dubbio soddisfatti e procedemmo al telaio. Prendendo spunto dal nobile mondo della sartoria optammo per un ”taglia e cuci” con cui snellimmo la moto rendendola più corta. Scegliemmo una sella monoposto che offre la possibilità di portare un passeggero, dotato di tanta passione e di un lato B decisamente slim. Ora toccava al serbatoio, Marco voleva un qualcosa di mai visto prima. Dopo giorni di interrogativi e pensieri a riguardo nel bel mezzo di un brainstorming arrivò l’illuminazione; per render la moto identitaria a 360° andava spazzolata la lamiera per poi andare ad incidere gli stencil dei tatuaggi del nostro Marco, altra sua passione. Il risultato finale fu qualcosa di decisamente scenico e spettacolare. Dulcis in fundo, due gomme aggressive e cattive che cambiavano totalmente il look alla cara ”Imola”. Mancava ora l’ultimo tassello, il dettaglio che facesse la differenza e la rendesse ancor più unica, il nome. Chi meglio di un libro avanguardista e generazionale come Fight Club di Chuck Palahniuk poteva servirci l’assist per lo step definitivo. Bene, la nostra moto si chiamerà Marla. Misterioso e intregante personaggio femminile dell’opera appunto.

Marla ora scorrazza per le strade Umbre attirando l’attenzione di tanti appassionati che rimangono spesso stupiti ed attratti dal suo animo folcloristico e grintoso come il suo strepitoso proprietario.

 

The “001”

Il team era in totale brain storming, l’obiettivo era di costruire qualcosa di particolare, originale ed imponente. Come spesso accade quando si cerca di far qualcosa di speciale lo si fa assieme a persone di fiducia legate dalla passione per i motori e da una sana e romboante amicizia così finimmo da un gruppo di amici tra le montagne vicino a Terni, i ragazzi di ”Moto & Miti”. Dopo una prima visione del vasto repertorio del garage ci invaghimmo di una Yamaha XJ Seca 750 dell’88, in uno stato di quasi totale abbandono avvolta da un alone di fascino decadente ma decisamente interessante. Ciò che aveva rapito i nostri occhi ed era andata a stuzzicare la nostra voglia di sfida era il suo motore quattro cilindri e una classe innata da ravvivare. Arrivata nell’Entrophy Base, dopo alcuni problemi con la troppa acqua, la vecchia fanciulla dell’88 era pronta per una seconda gioventù. Cambio olio, ripulita di rito e… Finalmente in moto! Sotto una carena che magari non dava troppa fiducia c’era un motore capace di far invidia a tante moto contemporanee. Carattere grintoso, potenza unica, 4 cilindri di attitudine. Entusiasmo a mille sostituimmo l’avantreno con una forcella adatta alla nostra idea di restyling del mezzo e ci abbinammo una sella biposto rivestita in pelle classica, ma con classe. Nonostante non fosse ancora ultimata si invaghì di lei Michele, che sarebbe presto diventato suo proprietario contribuendo alla parte final della customizzazione. Ruote tacchettate, fanale scrambler e un manubrio più alto per renderla ancor più vivace ed aggressiva. Dulcis in fundo: due scarichi artigianali per darle un suono rock degno di quell’88. Un mix tra scrambler e caffè racer, tra sogno e progetto, tra hobby e lavoro: lei era la prima. La 001.

 

Cafè Race “CC”

La moto da enduro per eccellenza, icona indimenticata e indimenticabile degli anni ’80 e ’90: Honda XL 200, ora pronta a diventare special. Un elegante telaio in legno abbinate a componenti della caffettiera per creare il filtro dell’aria ed immergersi letteralmente a 360° nel caffè racer appunto. Doppia sospensione vecchio stile al posto del mono ammortizzatore, il serbatoio di un vecchio Gori 50 e i cerchi di un Benelli. Estetismo alle stelle con manubrio e scarico lavorati a mano in ottone e contakm in vista abbinato a due manopole di corda, dettaglio molto marinaresco. La moto è esposta in un noto bistrot di Perugino che ha voluto farla sua per un arredamento ancor più originale.

 

Celeste Astana

Novembre: mese di raccolta. Nel cercar le reti trovare nel retro della mia cantina il telaio distrutto di una Vespa. Come si può rimaner indifferenti dinnanzi ad un fascino ed una storia simile? Dopo una fase di stucco e corteggiamento iniziammo a pensare al colore della rediviva. Il successo di un connazionale al Tour de France, Nibali, ci ispirò la colorazione: celeste astana. Un po’ come il ciclista anche la Vespa era partita dall’Italia finendo per dominare in lungo e in largo l’Europa grazie al suo stile unico ed inarrivabile. Nell’assemblaggio mi immersi in un passato avanguardista che aveva saputo costruire una meccanica essenziale, semplice ma efficientissima che permette tuttora di sbizzarrirsi con modifiche tecniche ed estetiche a 360°. Un bel cilindro 100 abbinato ad un carburatore adeguato ed una marmitta degna del suo nome. La storia prendeva nuovamente la forma che gli spettava ed era pronta a dominare ancora le strade che aveva già in passato conquistato con eleganza e stile. Decidemmo di chiamarla Forte dei Marmi per la sua celebre comparsa nel generazionale ”Sapore di Mare” dove viene guidata da un goliardico Jerry Calà che canta spensierato l’omonima canzone simbolo di spensieratezza e aggressività.

Bernina

Berni, meccanico KTM ci chiama chiedendoci se potevamo riportare alla luce un suo pezzo d’infanzia, una Vespa 50 L che utilizzava da bambino. Essendo un grande amico non potevamo non aiutarlo, ma la vespa era in condizone pessime, per imparare la meccanica Berni, da giovane l’aveva tagliata e modificata tutta. Dopo una bella sabbiata e stuccata abbiamo optato per il suo colore originale.

See the Motorbike